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.:Caravaggio a LIcata:.

Lo scrittore empedoclino Andrea Camilleri ha ambientato il suo ultimo romanzo "Il colore del sole" sul viaggio di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio(1573-1610), da Roma a Malta, per sfuggire alla condanna a morte per un delitto consumato durante una rissa, e il ritorno a Roma, per non subire un'altra condanna, ma morì a Porto Ercole nel 1610. Il pittore fuggito da Roma si rifugiò prima a Napoli (1606), dove soggiornò per un anno, poi andò a Malta.
Nel suo viaggio di ritorno, perseguitato sia dalla giustizia maltese che da quella romana, vagò in diverse città della Sicilia (1609): prima fu, a Siracusa, poi per un mese soggiornò a Licata e poi a Messina, infine a Palermo, da dove s'imbarcò per Napoli.
Durante il suo avventuroso viaggio nei luoghi dove soggiornava, dipinse meravigliose opere che ancora oggi possiamo ammirare.
Anche Licata può vantarsi di possedere una tela che potrebbe essere attribuita al Caravaggio, è il quadro di "S. Girolamo nella fossa dei leoni".
Ad un primo esame l'opera si pensa sia stata iniziata da un pittore locale e che, proprio durante il suo soggiorno a Licata, il Caravaggio vi abbia messo mano.

Alfredo Campo di Vittoria, professore di storia dell'arte e ricercatore appassionato del patrimonio storico-artistico della Sicilia, il 3 giugno 2007 è venuto a Licata e vedendo il quadro sommariamente, pensa che ci sia anche la mano del carissimo amico del pittore, che lo seguiva sempre, Mario Minniti.

Questo prezioso dipinto con una cornice in stile Barocco, si trova sull'altare maggiore della chiesetta di S. Girolamo, custodita dalla confraternita di S. Girolamo della Misericordia fondata nel 1578. Per molti anni il quadro non è stato mai posto all'attenzione del pubblico licatese.
Il primo studioso che se n' è interessato, mettendoci molta passione, è stato il dott. Calogero Carità, per la prima volta con un articolo in l"Amico del popolo" N.5 del 4 febbraio 1973, p. 5. ( da "Alicata Dilecta dello stesso autore nella nota 284 a pag. 488).
Ancora il professore ha menzionato il dipinto nei suoi libri: "I conventi di Licata nella storia e nell'arte" (1976), in "Alicata Dilecta" (1988), in "La Venerabile Compagnia di S. Girolamo e il Venerdì Santo a Licata" (1955). In tutte queste opere l'autore pone il dipinto all'attenzione delle autorità competenti per un accertamento sull'autenticità e sulla dovuta attenzione che l'opera merita.

È stata richiesta la visita del prof. Ettore Sessa, docente presso la facoltà d'architettura di Palermo, inoltre è stato sollecitato, (da parte del dott. Carità in veste di Presidente dell'Ass. culturale I.Spina), l'interessamento della dott.ssa Gabriella Cosentino, sopraintendente ai BB. CC. di Agrigento.
C'è voluto il romanzo di Camilleri per suscitare un interesse al di fuori di Licata e porre all'attenzione pubblica un tesoro così importante.

Il dott. Carità sul mensile licatese della "Vedetta" N.5 del maggio 2007, ha puntualizzato che il romanziere Camilleri ha attinto la notizia dell'esistenza del quadro da una vaga citazione del Prof. Carbonelli nel volume "Commemorazione del Venerdì Santo" (1978) a pag. 33 e nella nota 34 a pag. 39.
Inoltre il prof. Carità in su citato articolo dimostra che nel libro del Carbonelli vi sono notizie storiche poco attendibili.
Scritto da Pierina Augusto La Paglia.
Le foto sono tratte da Wikipedia.

Le opere di Caravaggio

Tratto da Wikipedia

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