Gli scavi archeologici presenti hanno portato alla luce testimonianze
della presenza umana in epoche che vanno dal Neolitico all'età Bizantina.
I siti sono dislocati in tutto il territorio comunale, in particolare le
aree maggiormente interessante sono quelle poste sulla "Montagna",
sul litorale, nella Piana e sulle colline che la circondano.
Clicca sul nome per avere qualche dettaglio in più sui siti
archeologici di maggiore interesse.
IPOGEO STAGNONE PONTILLO ^
Lo Stagnone Pontillo si trova sulla strada panoramica che dalla città
porta alla baia di Mollarella a qualche chilometro dall'Ospedale Civile
San Giacomo d'Altopasso.

E' un'architettura scavata nella roccia caratterizzata da tre grosse colonne che
sorreggono una volta spessa più di 2 m e alta 4,5 m.
Il vano maggiore ed il vestibolo sono grandi rispettivamente 145 e 65 m
2.
Nella cornice che delimita il soffitto si possono notare delle nicchiette incavate,
probabili alloggi per le lucerne mentre le pareti, com'è facile osservare al tatto,
sono levigate.
Varie sono le ipotesi sulla sua origine, tutte compatibili con la
presenza di tre grandi fori sul soffitto che servivano come prese d'aria:
è possibile si tratti di una tomba monumentale di una importante personalità
della tarda età del bronzo o di un luogo di culto dello stesso periodo o, ancora,
di una dimora principesca all'interno di un insediamento arcaico.
E' certo il suo riutilizzo ad opera dei Greci, probabilmente per gli uffici
religiosi che accompagnavano il culto delle divinità ctonie.
In epoche successive l'ipogeo è stato usato per gli usi più diversi, come ad esempio,
dagli arabi che la utilizzarono come serbatoio dove far confluire, attraverso un apposito
acquedotto, le acque provenienti da una vicina sorgente.
Particolare suggestivo ed emozionante è la presenza, sulle pareti, di graffiti
ed incisioni (diverse delle quali probabilmente "firme") in varie lingue e di varie
epoche che testimoniano il passaggio di innumerevoli visitatori: fenici, iberici e
libici.
LA CITTA' GRECA^
L'area è sita sopra la parte alta del quartiere di
Santa Maria, in prossimità
del Castel Sant'Angelo.

L'insediamento viene fatto risalire al IV secolo a.C.
Sono state portate alla luce diverse abitazioni, disposte su terrazzamenti.
In alcune di esse si sono conservati i muri divisori
e sono visibili alcuni affreschi e degli stucchi dipinti.
Tra le abitazioni poste sotto le mura del castel Sant'Angelo è
stato scoperto un larario decorato da stucchi e un prezioso tesoretto, noto
il
tesoretto della Signora, costituito da collane, monili e anelli, tutti in oro,
oltre a 400 monete d'argento.
Sempre in prossimità del castello è stato scoperto un tratto della cinta
fortificata dell'antica città greca.
Attualmente sono è sono in corso lavori di manutenzione e restauro, ma il sito è
rimane comunque visitabile dietro prenotazione.
LA GRANGELA^
La Grangela è un'opera idraulica di età preellenica a pochi passi del
Palazzo di Città. Si trova all'inizio della salita di Santa Maria, attraverso
la quale si giunge alla città greca di Monte Sant'Angelo.
E' la più importante e meglio conservata opera di questo tipo, tra tutte quelle
che, nei secoli, sono state costruite sulle falde del Monte Sant'Angelo e che
ancora oggi è possibile ammirare.
La Grangela è un pozzo filtrante finalizzato all'approvvigionamento dell'antica
città; si estende verticalmente per 12 metri e continua poi in un vano che
attraversa la roccia con una piccola galleria alta 2 metri e larga 7.
La cavità, ha la forma di un rettangolo irregolare e ad esso si accede scendendo
attraverso una scala in tre rampi che girano attorno al pilastro centrale e che
attraversano tre aperture. Sul fondo della vasca sono presenti tre fosse cui giunge
l'acqua raccolta attraverso quattro cunicoli di captazione.
All'interno di una delle fosse sono stati ritrovati alcuni reperti di epoca
ellenistica.
La Grangela è, per i licatesi, un luogo del mito, e ad essa sono legate diverse
leggende e racconti.
IL FROURION DI FALARIDE ^
Si tratta di un vasto complesso di fortificazioni costituito da una polis databile
alla fine del V secolo a.C., eretto all'epoca del tiranno Falaride.
L'altura solo parzialmente scavata, presenta strutture e reperti che testimoniano una
presenza umana che si protrae sino al periodo tardo romano. Abitazioni, fornaci, resti
di mura ne sono una chiara prova.
A questo monumento antico è strettamente legata la leggenda del toro di Falaride.
E' noto il mito secondo il quale il tiranno, usasse far rinchiudere
i propri nemici all'interno di un toro di bronzo che, dato alle fiamme, veniva reso
incandescente.
La vittima moriva emettendo atroci grida udibili all'esterno attraverso un'apertura praticata
in corrispondenza del muso del toro metallico, trasmettendo la sensazione che fosse il toro
a "muggire". E' opinione diffusa che fosse proprio il castello fortezza di Falaride a Licata
ad ospitare il toro.
LA MUCULUFA ^
Oltre la fascia delle colline che circondano la piana, uno dei più importanti insediamenti
è quello di Muculufa, altura a circa 20 km dalla foce, sul corso del Salso, nel quale è
stato individuato un villaggio del Bronzo antico, con santuario e necropoli. Tra la grande
quantità di materiale recuperato, di particolare interesse sono alcuni vasi, attribuiti
ad un unico artista, il Maestro di Muculufa.
MARCATO D'AGNONE E CASALICCHIO^
Alle pendici dell'altura di Marcato d'Agnone, si estende una vasta area nella quale
è stata portata alla luce una cinta di fortificazioni che si estendono per circa
due chilometri.
La nascita dell'insediamento viene fatta risalire alla fine del IV - inizi del III secolo
a.C. La vita del centro è probabilmente connessa alle vicende storiche che
interessarono la zona tra il IV e il II secolo a. C.: la sconfitta di Agatocle del 310 a.C.
ad opera dei Cartaginesi, la distruzione di Gela e la fondazione di Phintias nel
281 a.C.
A sud di questo sito è possibile trovare un'altra zona particolarmente interessante,
la Contrada Casalicchio.
Essa si trova a circa 6 Km a nord-est dal centro urbano di Licata: è certamente una
delle aree archeologiche di maggiore interesse in virtù della quantità
e varietà dei ritrovamenti effettuati.
Vi è stato individuato un insediamento preistorico del Neolitico da
cui sono emersi manufatti in ceramica della cultura di Stentinello (V millennio a.C.) e
un insediamento dell'Età del Bronzo (II millennio a.C.).
E' stato individuato un santuario greco-arcaico (VI secolo a. C.) che si
suppone essere stato popolato fin oltre il III secolo a.C.
Particolarmente interessanti i reperti provenienti da quest'ultimo, caratteristici
dei santuari ctonii dedicati a Demetra e Kore: maschere fittili, statuine di
divinità e vasi.
Poco distante, verso oriente, il sito è interessato da una necropoli greca
del V-IV secolo a.C.
Sempre nella stessa area, è stata individuata una piccola necropoli bizantina.
ALTRI INSEDIAMENTI^
Sulle colline di Licata, sono presenti numerosi insediamenti da oriente ad
occidente: dalla città greca di monte Desusino ai villaggi preistorici che si
susseguono quasi ininterrottamente sull'intera fascia collinare, le fattorie
greche di contrada Salito o di piano Landro, la necropoli greca di poggio Scopettate,
e l'insediamento del medio Bronzo di Madre Chiesa, nei pressi di Torre di Gaffe.
Particolarmente importanti sono i siti dell'età del bronzo di monte Petrulla e
contrada Landre, dove sono visibili le tipiche necropoli a grotticella
artificiale, e il sito di Canticaglione, sempre dell'età del bronzo, nel
quale è stato individuato un villaggio dal quale provengono reperti di grande interesse,
oggi conservati presso il Museo Comunale; notevoli, infine, i siti di età greca di
Casalicchio, di monte Agrabona e la necropoli di Portella di Corso.