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maggiore interesse.
CHIESA DI S. MARIA LA NOVA (MATRICE) ^
Disegnata dall'architetto Pietro Palatino, la Chiesa Madre fu edificata
nei primi anni del XVI secolo.E' suddivisa in tre navate da grandi
colonne di granito sulle quali impostano archi a tutto sesto.
Sul transetto si impone una volta emisferica. Fa parte della Chiesa
Madre la bellissima Cappella del Cristo Nero che assume un aspetto
molto suggestivo grazie alle decorazioni in legno intarsiato che
rivestono tutte le pareti e il soffitto.
CHIESA DEL CARMINE E CONVENTO DELL'ANNUNZIATA ^

Costruito nel sec. XIII, il complesso, costituito dalla chiesa e
dall'annesso convento, ha subito diversi rifacimenti fino al 1748
quando è stato ricostruito su progetto di Giovanni Biagio Amico.
Il prospetto della chiesa è barocco e slanciato mentre l'interno,
sfarzoso, custodisce dei sarcofagi del '500 e del '600 e alcuni
dipinti d'arte, tra cui dieci medaglioni opere di Domenico
Provenzani, raffiguranti storie del Vecchio e del Nuovo Testamento.
Sempre all'interno troviamo dipinti di Giuseppe Felici e la splendida
sagrestia del '300 - '400.
Particolarmente interessante è il chiostro del convento del sec. XVI,
nel quale si aprono due bifore e un portale chiaromontano, con i sontuosi
resti dell'aula capitolare del trecento.
CHIESA DI S. FRANCESCO E CONVENTO DEI PADRI FRANCESCANI ^
Chiesa risalente al Trecento, apparteneva ai cavalieri di S. Giovanni
di Gerusalemme. Nel 1316 è stata affidata ai frati minori conventuali
(francescani), per costruirvi un convento senza autorizzazione del
Papa. Il prospetto attuale della chiesa e del convento è stato
progettato da Giovanni Biagio Amico di Trapani.
CHIESA E CONVENTO DI S. ANGELO ^

Fu dedicata al Martire carmelitano patrono di Licata e fu costruita proprio
per accogliere i moltissimi fedeli che visitavano le reliquie del Santo e
invocavano i suoi miracoli.
La chiesa contiene al suo interno l'urna, rivestita da pannelli d'argento
sbalzato, che custodiscono le reliquie del Santo.
L'urna viene portata ogni anno in processione, assieme a quattro macchine
lignee ottocentesche (
i 'ntorci in dialetto) sorrette dalle varie
categorie di lavoratori, il 5 maggio durante la festa del Patrono.
La processione della sola urna si ripete la seconda domenica di agosto
in memoria di una scampata pestilenza nel XVII secolo.
CHIESA DI S. MARIA LA VETERE ^

E' la chiesa più antica della città.
La sua fondazione, con il cenobio dei padri benedettini, risale al 580 d.C.,
e, secondo la tradizione, supportata da alcune evidenze, viene attribuita
alla volontà della madre di papa Gregorio Magno, la beata Silvia.
L'attuale struttura, con tre navate divise da colonne ed archi a sesto acuto,
risale al 1200, quando venne completamente riedificata ad opera dei Benedettini.
Tra la fine del 1500 e l'inizio del 1600 furono eseguiti consistenti interventi
di ristrutturazione da parte dei padri francescani che, contestualmente, ampliarono
anche l'annesso convento.
Il convento divenne, alla fine del 1800, un ospedale civile ed attualmente ospita
alcuni uffici comunali.
CHIESA DI S. DOMENICO ^

La costruzione della chiesa di San Domenico e dell'annesso convento
dei padri domenicani risale alla prima metà del XVII secolo;
essa venne inizialmente intitolata a Sant'Antonio Abate.
Del convento oggi rimane il prospetto su corso Roma e poco altro:
il chiostro e gli ambienti interni sono infatti andati distrutti.
Molto caratteristico è il prospetto della chiesa
con la bella scalinata.
La chiesa ha un'unica navata con abside e al suo interno sono presenti
delle tele di pregevole fattura: le più significative sono
certamente la
SS. Trinità e i Santi (cm 480x340)
del 1611 e
Sant'Antonio Abate in cattedra del 1603 (cm 330x230),
del pittore fiorentino Filippo Paladini. Degne di menzione due opere
di Domenico Provenzani (
L'apparizione dei SS. Pietro e Paolo a San
Domenico e
La predica di San Vincenzo Ferreri)
e la serie di sei dipinti di santi domenicani del 1700 di pittore
ignoto.
Da segnalare, inoltre, la cripta, restaurata di recente, che conserva le
antiche volte.
CHIESA DI S. AGOSTINO ^

Notizie documentate sulla Chiesa di Sant'Agostino si hanno a partire
dal 1177. La Chiesa, che fino al 1611 era intitolata a Santa Margherita,
si trova nei pressi dell'antico molo del regio caricatore.
Particolare interessante nel prospetto è la finestra quadrilobata, posta
al di sopra la porta d'ingresso; nello spazio antistante, è da notare
una cancellata in ferro battuto, realizzata dalle maestranze artigiane
dell'epoca, sovrastata da un monumento in pietra che rappresenta
il trionfo della croce, realizzato nel 1818.
Entrando nell'edificio l'attenzione viene subito
catalizzata dalle decorazione in oro zecchino delle colonne
tortili che inquadrano l'altare, databile intorno alla metà del 1700.
La scultura lignea dietro l'altare, che raffigura
la Madonna Addolorata, è di particolare pregio.
L'aureola ed il pugnale che trafigge il petto sono entrambi in argento
ed in occasione della processione della Madonna, vengono sostituiti
con gli originali esemplari in oro zecchino.
CHIESA DEL PURGATORIO ^
Un tempo nota come chiesa di San Giacomo Apostolo, sorge in corso
Vittorio Emanuele nelle immediate vicinanze di piazza
Elena, ed contigua all'antico ospedale di S. Giacomo
d'Altopasso.
Si ha notizia della sua esistenza già prima del 1177. E' presente
un'unica navata con soffitto ligneo a cassettoni.
La chiesa ospita un altare principale e due laterali: sull'altare
maggiore è esposta una grande pala dipinta su tela dipinta
da Filippo Randazzo con le anime del Purgatorio (prima metà del
Settecento).
Alla sinistra del presbiterio è visibile la tela con la
Madonna del Lume del XVII secolo, di artista sconosciuto
(riconducibile alla scuola di Vito D'Anna) mentre alla parete destra
il dipinto su tela con La Parabola del Convivio, di artista ignoto del
700.
CHIESA DEL SS. SALVATORE ^

Si affaccia sull'omonimo piano nelle immediate vicinanze del museo
archeologico (la Badia cistercense) e del convento di Sant'Angelo.
La sua costruzione risale certamente a prima del 1563.
Il prospetto, nella forma in cui lo si vede oggi, risale al 1697, mentre
il campanile fu costruito nel 1773.
All'interno è presente una sola navata decorata con stucchi bianchi
su sfondo celeste e alle pareti sono presenti alcune tele con cornici in
gesso. Sia le tele che gli affreschi, così come il crocefisso ligneo
della navata, sono di epoca Settecentesca ed opera di artisti locali.
Nel corso di recenti restauri è stata portata alla luce l'antica
cripta sotterranea che si estende per tutta la lunghezza della chiesa,
e all'interno della quale sono stati rinvenuti scolatoi, ossari e un
altare.
IL PALAZZO DI CITTA'^

Il Palazzo di Città, sede del Sindaco e del Consiglio Comunale, sorge sulla
principale piazza di Licata, Piazza Progresso.
Il complesso costituito dalla torre dell'orologio civico e dal Municipio
venne realizzato sulla base di due distinti progetti di Ernesto Basile:
la torre risale al progetto del 1904, mentre il Palazzo
Municipale, originariamente pensato per ospitare la sede della Congregazione
di Carità, a quello del 1907.
Le campane dell'orologio, contenute da una gabbia in ferro battuto
posta sulla sommità della torre, risalgono al 1777 e provengono
dall'orologio seicentesco del quartiere spagnolo.
All'interno del salone sono presenti dei reperti risalenti alla
dominazione greca nonchè la quattrocentesca statua rappresentante
la
Madonna col Bambino ed il trittico quattrocentesco con la
Madonna col Bambino e Santi.
FARO S. GIACOMO ^
[ Decrizione in via d'inserimento ]
PALAZZO BOSIO ^
Di origine seicentesca e in stile Barocco fu costruito da Giovanni Bosio,
Cavaliere di Malta.
PALAZZO FRANGIPANE ^

Il Palazzo, la cui facciata artistica è di evidente stile barocco, fu
edificato nel Settecento e fu proprietà dei marchesi di Regalbuono.
Sito nella parte iniziale del corso Vittorio Emanuele è il più maestoso dei
tre palazzi fatti edificare dai Frangipane.
Caratteristiche le mensole a forma di mostri e chimere che sostengono i
sette balconi che si aprono sul prospetto principale.
Molto bello è il portale dell'ingresso principale tramite il quale si accede
ad un cortile interno, in parte coperto da volte in parte aperto.
PALAZZO CELESTRI ^
[ Decrizione in via d'inserimento ]
PALAZZO SERROVIRA ^
[ Decrizione in via d'inserimento ]
PALAZZO CANNADA ^
[ Decrizione in via d'inserimento ]
VILLA BOSA VERDERAME ^
[ Decrizione in via d'inserimento ]
VILLA SAPIO RUMBOLO ^
La villa, costruita nel 1902, è opera del progettista licatese Filippo
Re Grillo. Il primo elemento che risalta è il loggiato con archi a tutto sesto,
riferimento esplicito all'architettura rinascimentale fiorentina.
Gli interni sono finemente decorati dal pittore Salvatore Gregoretti.
VILLA URSO ^

Come le altre ville in stile liberty si trova sulla
Montagna di
Licata e più precisamente sul colle Monserrato.
Costruita nella seconda metà dell'Ottocento, fu quasi completamente
restaurata e riprogettata da Ernesto Basile all'inizio del Novecento,
quasi contemporaneamente alla costruzione dell'orologio civico.
Bellissima la torre lanterna che dona un effetto particolarmente
originale al ritmo della composizione dell'edificio.
Di notevole effetto è, inoltre, il loggiato colonnato e a vetri.
Ad Ernesto Basile viene attribuito anche il disegno del cancello in
ferro battuto contestualizzato perfettamente, per tipologia e forme,
nello stile del liberty floreale che caratterizza la villa.